Un regalo non proprio disinteressato

Uno strano benvenuto
L’Italia sta cambiando: nascono sempre meno bambini e la popolazione invecchia.
Questa notizia, che riempie oggi le prime pagine di tutti i giornali, non è certo una novità. Non vogliamo addentrarci nella discussione sulle molte cause di questo fenomeno; ci basta fare solo una considerazione.
Fra i tanti motivi per cui i giovani preferiscono non avere figli c’è anche il fatto che far nascere e poi crescere un bambino (cosa più che naturale, fatta miliardi e miliardi di volte, da che mondo e mondo, senza neppure pensarci su) sembra oggi una missione quasi impossibile: mille analisi, visite e accertamenti in gravidanza e poi, dopo la nascita, una caterva di acquisti tale da mettere in crisi qualunque famiglia.
Ben vengano perciò tutte le iniziative finalizzate ad aiutare i potenziali genitori.
Come, per esempio, ”Benvenuti nella Casa delle Coccole”, il pacco dono destinato alle neo-mamme promosso dall’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Milano.
O no?
Ma cos’è questo pacco dono, presentato come “un contributo reale a tutte le neo-famiglie residenti a Milano” (Corriere della Sera, supplemento Sette del 4 marzo)?
È un pacchetto, colorato e ben confezionato, su cui fanno bella mostra di sé il logo del Comune insieme ai loghi di alcune famose ditte di prodotti per bambini. Contiene due libri illustrati, ma anche un assortimento di campioni omaggio che spazia dai pannolini, agli indumenti. Ci sono anche detergenti, creme e cremine da applicare un po’ dappertutto. Spiccano poi due piccoli contenitori di plastica.
Per ritirare il prezioso omaggio i neo genitori, invitati dal Comune con una lettera, si dovranno recare presso una delle farmacie presenti sul territorio milanese e appartenenti ad una grande catena internazionale.
Difficile non pensare che, oltre al prezioso pacchetto, i genitori non escano dalla farmacia con una bella provvista di altri prodotti, ormai per loro “indispensabili”.
Riepiloghiamo: il Comune fa bella figura (a costo zero) facendo un “regalo” ai neo-genitori, le ditte di prodotti per l’infanzia acquistano (a poco prezzo) una preziosa pubblicità che consente loro di entrare direttamente in casa dei neonati, una catena di farmacie si propone alle loro famiglie come punto di riferimento commerciale.
Ma non avevamo detto che si trattava di “un contributo reale a tutte le neo-famiglie”?
E in che cosa consisterebbe questo “contributo”?
Nel mandarli dritti dritti in farmacia dove troveranno, a prezzo raddoppiato, tutto quello che si trova al supermercato sotto casa?
Nel convincerli a spendere un patrimonio in cosmetici?
Oppure nell’indurli ad acquistare pannolini di una determinata marca e vestitini di un’altra marca?
O addirittura strani “contenitori per il latte materno” (i due vasetti di cui sopra)?
Ricapitoliamo: in Italia nascono sempre meno bambini, uno dei motivi per cui questo accade è che fare figli ed allevarli sembra un’impresa titanica e un impegno economico gravoso,
E allora cosa si fa? Per aiutare le famiglie le si riempie di “campioncini” e gadget, stimolandoli ad un consumo senza freni e rendendo economicamente più gravosa la crescita di un figlio.
Bella trovata!
Non sarebbe stato meglio, per esempio, invece di regalare pannolini usa e getta, regalare qualche pannolino lavabile, con annesse istruzioni per l’uso? Ne avrebbero tratto beneficio le tasche dei genitori, e anche l’azienda che smaltisce i rifiuti.
E poi i “contenitori per il latte materno”! Ma il latte materno non dovrebbe andare tutto nello stomaco dei bambini?

PS “Nei prossimi mesi: estensione del progetto ad altri Comuni d’Italia…”, annuncia trionfante il sito dell’associazione “benefica” che ha coordinato il progetto.
Si salvi chi può!

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