Vaccinazioni: ecco le novità

 

Il 29 Marzo si è tenuta la prima riunione del nuovo Gruppo di Lavoro Regionale per le Strategie Vaccinali del Lazio, introdotta dal dr. Domenico Di Lallo Responsabile dell’ Area Prevenzione e Promozione della Salute, che ha posto all’ordine del giorno 5 punti critici.

1-     Dubbi applicativi o incertezze riguardo al Piano Nazionale Vaccini(PNV) e alla Circolare Applicativa/Esplicativa del Ministero;

2-     Problemi e tipologie organizzative dei servizi vaccinali, che dovrebbero essere più omogenei sul territorio regionale;

3-     Coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale (MMG) e del Pediatri di Libera Scelta (PLS);

4-     Sistemi informatici per la gestione dei flussi informativi e sistemi gestionali ;

5-     Parere tecnico scientifico su alcuni vaccini (HPV  4 o 9valente, ecc.).

Sono venute quindi gli interventi dei partecipanti.

Sono intervenuto in rappresentanza dell’Associazione Culturale Pediatri ribadendo questi punti.

1 – È necessario un software gestionale unico per un’ unica anagrafe vaccinale regionale, che possa anche interfacciarsi con i gestionali dei PLS: senza questo strumento la collaborazione dei PLS diventa difficile e il loro intervento potrebbe portare problemi e confusione.

2 – Ci sono esperienze di somministrazione dei vaccini direttamente dai PLS nel loro studio in collaborazione con le ASL (RMC); analoghe esperienze sono state avviate in Toscana e in Lombardia. Nel Lazio c’è la disponibilità ed il favore di una consistente fascia di PLS di famiglia a collaborare: preferibilmente dal proprio studio, ma comunque con modalità da studiare caso per caso e ASL per ASL. Sicuramente se è il pediatra di fiducia l’interfaccia con l’utente il rifiuto o l’ hesitancy vaccinale si riduce.

3 – È indispensabile la formazione su questi temi, sia per i PLS che per gli operatori dei centri vaccinali.

La dott.ssa Aquilani della ASL di Viterbo ha riferito che a Viterbo i PLS avevano concluso un accordo locale con la ASL e vanno a vaccinare i loro pazienti presso i centri vaccinali, raggiungendo un’eccellente integrazione, ma poi, non essendo stati più assunti medici ed operatori per i servizi, il front-office con l’ utenza ha finito per reggersi solo sui PLS. Infine lo “tsunami” anti meningite ha mandato il sistema è andato in crisi. La sua richiesta è stata di non abbandonare i Centri Vaccinali, per i quali gli impegni derivanti dal nuovo PNV potrebbero diventare insostenibili senza nuove risorse: la presenza e la collaborazione dei PLS non deve essere una scusa per non potenziare i servizi.

La dottoressa Spadea, della società Italiana di Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, responsabile di uno dei centri della ASL RM1, ha insistito sulla necessità di determinare a fine seduta le vaccinazioni che dal giorno successivo sarebbero state erogate gratuitamente e attivamente nella Regione.

Il dott. Basile, che rappresentava la Società Italiana di Pediatria (SIP) ha citato l’esperienza di Latina, dove i PLS hanno collaborato alla somministrazione dei vaccini anti meningite tipo B con la ASL, effettuando le vaccinazioni presso i loro studi; ha inoltre comunicato che la SIP condurrà un’indagine Regione per Regione sul recepimento e l’implementazione del nuovo PNV.

La dott.ssa Scognamiglio dello Spallanzani ci ha parlato del Servizio regionale di sorveglianza e controllo per le malattie infettive (Seresmi) e sul sistema PREMAL per la sorveglianza della malattie infettive in Italia.

Il prof. Ippolito, anche lui dello Spallanzani, ha chiesto che la Regione richieda a tutti i responsabili dei Centri Vaccinali una dichiarazione di non conflitto di Interessi.

Il dott. Volpe, dell’Area Prevenzione della Regione, ha riferito dello stato di avanzamento di un contratto con la Regione Toscana per l’acquisizione del loro sistema software e gestionale dell’anagrafe regionale vaccinale e dell’elaborazione di un programma applicativo da integrare nei gestionali dei MMG e dei PLS che consenta l’accesso diretto all’Anagrafe Vaccinale Regionale.

La dott.ssa Ciofi, dell’Ospedale Bambino Gesù, ha puntato l’attenzione sulla copertura dei soggetti a rischio ed in particolare degli studenti e dei medici che frequentano gli ospedali, dei malati cronici e degli infermieri.

Concludendo il dott. Di Lallo ha proposto che si formino dei gruppi di lavoro, sottolineando in particolare l’importanza della formazione.

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